Driverless car: quali cambiamenti per l’assicurazione?

Oggi si stima che in Europa il 90% degli incidenti è causato da errore umano. L’introduzione di dispositivi tecnologici  in grado di eliminare o ridurre drasticamente il fattore umano sarebbero già in grado di eliminare gran parte degli incidenti automobilistici e determinare un  profondo cambiamento per il settore auto.

Nel nord Europa il 75% delle auto prodotte nel 2015 avevano sistemi di frenata d’emergenza autonoma come standard o come optional; questi dispositivi hanno ridotto il numero degli incidenti (fino al 40%) con una consequenziale riduzione della sinistrosità in termini di frequenza e di entità economica.

Accanto a ciò un altro fattore in grado di ridurre il costo della polizza è il monitoraggio continuo del comportamento di guida tramite dispositivi istallati sulla vettura (black box) o  sullo smartphone del guidatore (grazie alle  app dedicate) che permette non solo di indicare – alla compagnie e al guidatore – lo stile di guida più corretto, ma anche (nelle versioni più sofisticate) di fare un check up delle condizioni della vettura col fine di prevenire incidenti di carattere meccanico o elettrico.

Queste due tecnologie sono già disponibili e in grado di ridurre drasticamente frequenza e gravità dei sinistri al punto che se fossero istallate su ogni veicolo le conseguenze sulle tariffe auto sarebbero impensabili: una riduzione di almeno il 50% rispetto a quelle attuali.

Per quanto riguarda l’auto a guida autonoma si prevede che i primi modelli disponibili nelle concessionarie  ci saranno tra 20 anni: se  saranno all’altezza delle aspettative e avranno il reale favore del pubblico, sarà stato fatto un passo decisivo per ridurre ulteriormente i sinistri.

Ma questo cosa cambia per l’assicurazione?

Sicuramente conoscerà importanti cambiamenti ma non una “distruption”. In questo caso le tecnologie non sono una minaccia esistenziale per le compagnie: da un punto di vista del rischio, esso si trasferisce dall’individuo all’impresa: l’RCA non sarà più sottoscritta dall’individuo ma dalla fabbrica di automobili, o dall’impresa che offre il servizio di mobilità. Se così fosse per la rete di intermediari tradizionali potrebbe significare la fine di questo business con effetti, in questo caso, davvero  “distruptive” per moltissimi agenti e brokers.

Per le compagnie significherebbe una riduzione della raccolta nel ramo auto  … ma  l’automatizzazione dei veicoli crea anche nuovi rischi. Errori nei software, rischi informatici, black out della connettività, …

Il settore assicurativo ha sempre dato prova di adeguarsi ai nuovi rischi meglio di altri settori: l’industria assicurativa c’era prima dell’invenzione dell’auto e continuerà ad esserci anche con veicoli più sofisticati: una volta creato il prodotto, o il servizio, le assicurazioni hanno dato prova di rispondere alle diverse sfide.  E con successo!

Angelo Paulli

Business Consultant – angelo.paulli@macrosconsulting.it

Leggi anche: La mobilità del futuro, di Rossella Vignoletti.
2017-02-28T16:28:51+00:00 1 febbraio 2016|Articoli, News|0 Comments

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