Company e Distribution: come si crea un buon sito?

Se realizzare un sito è “sempre più facile”, realizzarlo bene rimane una questione non scontata. Specie per l’industria assicurativa.

 

Negli ultimi anni sono nate diverse piattaforme software in grado di creare un sito internet, senza dover necessariamente avere hard skill di programmazione html o web design. Grazie all’introduzione di queste piattaforme, lo sviluppo di siti web è diventato più semplice ed intuitivo e la loro realizzazione non è più un’attività esclusiva dei “tecnici” informatici.

Ma quali sono le best practice mondiali? Apple ha un sito web chiaro, che consente una navigazione rapida ed intuitiva, con un layout minimale ed elegante. Coca Cola e Nike puntano sulla comunicazione intrinseca, emozionando con immagini d’impatto e messaggi diretti all’utente. Infine il sito e-commerce per eccellenza, Amazon.com: ogni elemento è rapidamente raggiungibile, il processo di ordine è accessibile e ottimale da ogni device, i feedback sono chiari e immediati.

E in Italia? Una best practice d’eccezione è sicuramente Barilla: una home page che rimanda subito al brand e al prodotto, colori caldi e familiari, immagini che riportano alla tradizione di uno dei cibi più antichi del nostro paese.

E la nostra industria assicurativa cosa sta facendo?

I siti delle Compagnie assicurative difficilmente fanno scuola a livello globale. La nostra attività di ricerca evidenzia come i siti del settore assicurativo – anche quelli dei player più importanti – hanno un ampio margine di sviluppo per raggiungere quelli degli altri settori.

Anche in questo settore ci sono però delle best practice. Recentemente un’impresa assicurativa top player ha suddiviso il suo sito in due aree: una dedicata al cliente, con area riservata, offerte, ecc. e una corporate con tutti le informazioni societarie, più istituzionale. La navigazione è chiara, il layout fresco e pulito. Il sito risulta discretamente user friendly.

I siti di altre imprese di assicurazione sono generalmente più tradizionali, strutturalmente simili tra loro e con una forte attenzione alla corporate identity (più da un punto di vista di policy che grafico).

Ci sono però anche casi di insuccesso. Una delle principali Compagnie italiane ha un sito confuso: sono presenti due menù principali, i contenuti in home page sono moltissimi e non è possibile da parte dell’utente dare priorità a un elemento o a un altro. I colori sono rispettati ma – salvo che per il logo in alto a sinistra – il sito non rimanda immediatamente alla Compagnia come dovrebbe.

Ulteriore elemento di criticità – a nostro avviso da risolvere – è la mancanza di responsività del sito, che da smartphone risulta inutilizzabile. Nel 2018, un layout responsive non rappresenta più un plus ma è un requisito quanto mai fondamentale per rendere fruibile a tutti il proprio sito.

Passiamo poi alla distrubition. Qua la situazione è più critica: oltre a non rispettare le norme di web design, questi siti non sono spesso in linea con la Company di riferimento e sono completamente slegati tra loro. Vedere due agenzie della stessa Compagnia con siti completamente differenti tra loro, è un danno d’immagine per se’ e per la Compagnia.

Spesso l’agente chiede ad un amico di realizzare il proprio sito, o a un parente giovane (perché si sa, tutti i giovani sanno realizzare un sito), ma i risultati sono il più delle volte deludenti.

Realizzare un sito web richiede tempo e competenze: dalla ideazione, alla definizione dei contenuti, fino alla progettazione grafica, allo sviluppo software e alla fase di test. Un bravo designer, un team di sviluppo solido, la capacità di comprendere le esigenze del cliente, sono tutti elementi che possono fare la differenza come dal giorno alla notte.

Perché se è vero che realizzare un sito è sempre più “semplice” e “veloce”, è altrettanto vero che realizzarne uno come si deve richiederà sempre più competenze aggiornate e il suo “tempo” necessario.

 

Mirko Nossa

Web and Digital Manager

2018-06-25T14:41:21+00:00 6 febbraio 2018|Articoli, News|0 Comments

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